sabato 18 marzo 2017

Un ricordo di Fabio, il TOP degli amici

Villa Pamphili nel pieno della stagione primaverile, ma con una calura estiva; una pessima combinazione per un soggetto allergico come me. Eppure non volli rinunciare a quella corsa solidale, organizzata dalla mia società per conto dell'AIRC.

Mancava un chilometro all'arrivo, ma ero visibilmente distrutto e praticamente senza fiato. Mi sembrava ancora troppo lontano quel traguardo e la mia testa mi mandava messaggi molto chiari. Una canzone di Claudio Baglioni dice "Strada facendo vedrai, un gancio in mezzo al cielo", e nel mio caso quel gancio fu una mano tesa, che mi invitava a non mollare. Alzai appena la testa e vidi un podista sconosciuto, ma con una canotta orange, come la mia. Presi quella mano, e accettai il suo traino fino al traguardo.

Nello sport c'è una storica diatriba, quella che ha diviso i tifosi di Coppi e Bartali. Una foto li immortala nell'atto di scambiarsi una borraccia, ma nessuno ha mai potuto determinare con certezza "chi passò la borraccia a chi". Questo equivoco potrebbe crearsi anche guardando la foto che immortala me e il mio sconosciuto compagno di squadra arrivare mano nella mano al traguardo. Ma in questo caso il dubbio non esiste, fu Fabio a trascinarmi fino alla linea di arrivo.

Nacque così una bella amicizia, fondata sulla "corsa", ma non certo focalizzata sull'aspetto agonistico che caratterizza ogni disciplina sportiva, ma sulla componente umana e sociale. Il piacere di stare insieme e di fare uno sport per puro divertimento, senza stress e soprattutto con la capacità di sdrammatizzare ogni situazione.

Ricordo un episodio molto significativo, che rappresenta molto bene lo spirito con cui Fabio interpretava la corsa. Avevo deciso di correre il Trail di Sante Marie, il mio primo trail. Ero quasi spaventato all'idea e cercai un conforto da uno che in fondo sulle corse "la pensava come me". La conversazione la ricordo ancora bene e la posso riassumere in questo modo:

M. <Pronto Fabio, sono Maurizio, domenica vieni con me a Sante Marie?>
F.  <Sante Marie? e 'ndo sta'?>
M. <In Abruzzo>
F. <E che c'annamo a fa'?>
M. <Ci sta un trail>
F. <Un trail? E che è un trail?>
M. <Una corsa nei boschi, mi hanno detto che è divertente, anche se c'è da fatica'>
F. <E quanti km so'>
M. <18!>
F. <18? E chi ja fa>
M. <Che te frega fabbie', se non ja famo, camminamo. E poi c'è un pasta party da paura...>
F. <Va be' se c'è il pasta party vengo, a che ora se vedemo?>.


martedì 7 marzo 2017

Un supporto dalla natura: Lifecode VM03


Dalla natura arriva un ottimo supporto per chi fa sport in modo regolare e intenso: si tratta del VM03, prodotto dalla Lifecode, un integratore a base di estratti vegetali a foglia verde, e quindi una fonte di ferro per la normale formazione di globuli rossi ed emoglobina.

Il VM03, migliorando la fisiologica ossigenazione del sangue, garantisce: prestazioni superiori, riduzione del senso di fatica, tempi di recupero più brevi.

La prima caratteristica vincente di questo integratore è di essere naturale al 100%, caratteristica che viene confermata da un'importante certificazione internazionale.

La seconda è quella di avere un effetto oggettivamente riscontrabile già a partire dal 5' giorno di utilizzo.
 
La sua azione può essere sintetizzata nella seguente equazione:

  • PIU' OSSIGENO
  • PIU' POTENZA
  • MENO SFORZO
  • MINORI TEMPI DI RECUPERO.
   

martedì 28 febbraio 2017

Che bella la Scarpinata Ugnanese

Apro questo post facendo una precisazione sulla Scarpinata Ugnanese, una gara che si svolge in quel di Ugnano, una frazione periferica di Firenze con le caratteristiche e le identità di un paese toscano, più che di una frazione di una grande città. La potrei definire "una periferia", ma certamente lontana mille miglia dagli stereotipi delle periferie di città come Roma. La precisazione mi è sembrata d'obbligo, almeno per rispondere all'interrogativo che tutti i miei amici podisti mi hanno posto: "ma dove sta Ugnano?" 😃

La prima cosa che mi viene da dire su questa gara, è che la Scarpinata Ugnanese risponde al mio criterio di classificazione di "gara di altri tempi", perché si tratta di una gara "semplice", senza le esasperazioni che ormai vivono le gare più famose, soprattutto quelle della capitale. Una serenità che si può percepire dal momento del ritrovo, alla Casa del Popolo di Ugnano (un classico di queste zone), fino al momento delle premiazioni e dopo un tranquillo ristoro finale a base di Chiacchiere (le nostre Frappe), Frittelle di Riso, e pezzi di Schiacciata.

Tranquillità e cordialità ovunque: nessuno stress, nessuno che pretende qualcosa, che si lamenta, che alza la voce. Nessuno che discute il numero di pettorale, troppo alto, troppo basso, anche perché il pettorale è un semplice cartellino, senza neanche il numero.
Per non parlare del chip, figuriamoci, ma, in fondo, a che serve il chip?

sabato 12 marzo 2016

Di corsa con Emanuele

Domenica 20 marzo, alle ore 10.30, si corre per ricordare Emanuele, una corsa non competitiva aperta a tutti, nelle vie del quartiere Talenti. Un anello di 1 km realizzato su Via Ugo Ojetti da ripetere 3 volte per un totale di 3 km. Per gli amanti del podismo si tratta di un percorso breve ma impegnativo considerate le pendenze della via che attraversa il cuore di Talenti.

Questa volta però le caratteristiche tecniche del percorso non sono molto importanti, perché si corre in memoria di un bambino, Emanuele Ciccozzi, che ha perso la vita a causa di una malattia ematologica. Tutto il ricavato della manifestazione verrà destinato all'Associazione Infinito Amore da Emanuele Ciccozzi Onlus, costituita dalla sua famiglia, che ha deciso di far tesoro della propria lunga esperienza all'interno della struttura dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, e di operare al fine di realizzare progetti e attività che permettono a questi bambini che soffrono e alle loro famiglie, di recuperare la "normalità" della vita.  

La quota di iscrizione, fissata in 5€, rappresenta un contributo minimo da devolvere interamente all'associazione.  

La corsa si svolge all'interno della festa dei commercianti di via Ugo Ojetti, con la strada chiusa al traffico, con un mercatino di prodotti di qualità e tante iniziative. La partecipazione alla corsa potrà quindi diventare anche un modo di passare una piacevole domenica all'aria aperta.

Tutti i runner che invece hanno l'esigenza di "allungare" la propria corsa, nelle vicinanze di Via Ugo Ojetti c'è il nuovo e ben curato Parco Talenti. 

Informazioni:

Ore 9:30     Apertura Iscrizioni e Consegna Pettorine 
Ore 10:30   Partenza

Ci si iscrive direttamente allo stand posizionato in Piazza Pier Carlo Talenti, ma si può prenotare la "pettorina" al seguente indirizzo: http://www.athlonroma.net/di-corsa-con-emanuele

La partecipazione alla gara sarà aperta a tutti con 4 categorie:
  • Under 12, bambini e bambine nati dal 2004 in poi (1 giro, 1km)
  • Over 65, uomini e donne nati fino al 1951 (1 giro, 1km)
  • Uomini (3 giri, 3 km)
  • Donne (3 giri, 3 km)

L’iniziativa, ideata e coordinata da StepAhead, Lo Zio d’America e Athlon, prevederà la premiazione ai primi tre classificati di ogni categoria con i seguenti premi:

Under 12

1° Classificato: ATHLON Abbonamento Stagionale Junior 2016/17 valido per i corsi di Scuola Nuoto, Pattinaggio Artistico su Ghiaccio, Judo, Ginnastica Artistica o Jazz/Funky
2° Classificato: Lo Zio d'America Festa con Animazione per 20 Bambini (valore €594,00)
3° Classificato: Step Ahead Tehnology For Motion Scarpa Sportiva Saucony + T-Shirt Saucony e Valutazione con Test del Passo/Corsa

Over 65

1° Classificato: ATHLON Abbonamento Large Full 12 mesi (Fitness, Aqua Fitness e Nuoto Libero)
2° Classificato: Lo Zio d'America Tessera Sconto 10% Personale valida un anno per supermercato ed enoteca
3° Classificato: Step Ahead Tehnology For Motion Scarpa Sportiva Saucony + T-Shirt Saucony e Valutazione con Test del Passo/Corsa

Uomini

1° Classificato: ATHLON Abbonamento Large Full 12 mesi (Fitness, Aqua Fitness e Nuoto Libero)
2° Classificato: Lo Zio d'America N° 2 Buoni Spesa del valure di €100,00 cad.
3° Classificato: Step Ahead Tehnology For Motion Scarpa Sportiva Saucony + T-Shirt Saucony e Valutazione con Test del Passo/Corsa 

Donne

1° Classificato: ATHLON Abbonamento Large Full 12 mesi (Fitness, Aqua Fitness e Nuoto Libero)
2° Classificato: Lo Zio d'America N° 2 Buoni Spesa del valure di €100,00 cad.
3° Classificato: Step Ahead Tehnology For Motion Scarpa Sportiva Saucony + T-Shirt Saucony e Valutazione con Test del Passo/Corsa 


Per chi volesse fare una donazione diretta all'Associazione:

Intestatario del conto: Associazione Infinito amore da Emanuele Ciccozzi Onlus 
Banca popolare di Novara ag.46 via appiano n.18 Roma 
IBAN : IT29H0503403246000000002710 
Causale: donazione e/o Amico di Ema 

domenica 31 gennaio 2016

Miguel: arieccoci...

Oggi, dopo un periodo di "disimpegno" sono tornato in una gara di 10 chilometri (più o meno) con La Corsa di Miguel, la gara che mi vide all'esordio podistico nel lontano gennaio del 2011. Si trattava quindi per me della 6a edizione. 

Un percorso che ha visto prima una lenta evoluzione e poi una rapida, direi una rapidissima involuzione, tanto che oggi mi sono espresso all'incirca ai livelli della prima edizione. Del resto la corsa è uno sport che non perdona e per soggetti come me, con fisici "poco naturalmente atletici", la corsa può diventare una spietata vendicatrice: "Non ti sei allenato? Hai mangiato troppo? [...] Allora soffri!!!". E questa non è una metafora del podismo, è una storia straordinariamente reale, perché oggi quelle voci io le ho sentite ripetere nelle mie orecchie per tutti i 9.300 metri del tracciato. A peggiorare la situazione ci si è poi messa una leggera indisposizione che mi ha colpito durante la settimana, tanto che ieri sera ero "quasi" convinto di dare forfait. Poi la voglia di partecipare a questa meravigliosa festa di sport ha prevalso e mi sono regolarmente presentato "ai blocchi di partenza".

Torno sulla definizione di "meravigliosa festa di sport". Non me vogliano i "top runner" oppure i patiti dei tempi cronometrici e dei percorsi lisci e lineari, che nelle prossime settimane agiteranno la loro "vis polemica" nei confronti degli organizzatori. Io rispetto chiunque, ma nella corsa ognuno porta le sue motivazioni, e io quando corro La Miguel mi sento protagonista di una grande festa popolare più che un runner da competizione, Vedere tutta quella gente che corre intorno a me, vedermi superato da atleti che accompagnano un disabile in carrozzina, correre per lunghi tratti con le maglie arancioni del "Progetto Filippide", vedere e soprattutto sentire i gruppi musicali che suonano ai bordi delle strade, osservare Roma nella sua accezione più bella e solidale, ricordare un runner vittima degli eccidi commessi da una feroce dittatura, tutto questo mi ripaga abbondantemente dallo sforzo profuso e mi fa sentire felice e orgoglioso di esserci. Questo elenco potrebbe essere ancora più lungo, basterebbe citare l'importanza dell'amicizia e quindi del piacere di condividere il pregara e il postgara con tante bellissime persone, un vero toccasana per lo spirito e per l'umore. E poi il fascino dell'arrivo dentro lo stadio Olimpico, un'emozione riservata a pochi. 

Nel mio caso l'unica nota stonata di questo "splendido concerto" è stata quell'immagine terribile del palazzo crollato al quartiere Flaminio, un'immagine che incombeva in modo inquietante sul clima di festa. Un'immagine surreale che richiamava alla mente episodi tragici della storia dell'umanità e che sembrava quasi un monito nei confronti della "stupidità umana". 

Archiviamo anche questa Miguel e vediamo se questo "ritorno alle origini" possa rappresentare un "nuovo inizio", da cui ripartire, con rinnovate motivazioni.

lunedì 28 dicembre 2015

Maratombola 2015: una festa MARAvigliosa...

Come si potrebbe chiudere meglio un lungo anno podistico se non correndo una Maratona? Se poi questa corsa si svolge all'interno di una manifestazione in pieno "clima" natalizio e ha anche una finalità solidale, allora non si può desiderare di meglio. 

Sto parlando ovviamente della Maratombola, una maratona giunta alla sua seconda edizione e che ha visto impegnati 170 runner sul circuito ricavato all'interno della pineta di Castel Fusano. Ad organizzarla quei "ragazzacci" della Marathon Truppen, con il supporto dell'associazione sportiva Purosangue, a cui vengono destinati i proventi della manifestazione, fondi che vengono utilizzati per sostenere alcuni progetti solidali. 

Come già detto in precedenza siamo solamente alla seconda edizione, ma la macchina organizzativa è andata oltre ogni aspettativa, ed è stata in grado di curare ogni singolo aspetto di una manifestazione podistica, che, al riscontro dei fatti, non ha nulla da invidiare alle Maratone più famose. La composizione del pacco gara, la distribuzione dei pettorali, il percorso misto, la "ricchezza" del ristoro, il servizio fotografico, il numero dei premi assegnati attraverso l'originale "tombolata" finale, tutto contribuisce a soddisfare le esigenze del podista, anche di quello più sofisticato. 

E anche quest'anno Mr Zac ha vissuto la Maratombola da un'angolazione particolare, quella dello sponsor, nel senso più autentico e nobile del termine, perché sponsorizzare significa "sostenere" e la presenza de La Strada del Benessere in questo contesto ha avuto la principale finalità di "sostenere" i 170 maratoneti nella loro fatica, fornendo loro i sali minerali necessari a mantenere un adeguato equilibrio idrosalino, salvaguardando in questo modo sia la prestazione sportiva sia lo stato generale di benessere.

E come sempre è stata un'esperienza molto positiva, un modo per sentirsi "runner" anche senza correre (anche se la tentazione di spogliarmi e gettarmi tra i viali della pineta è stata molto forte), un modo per sentirsi parte di un bel team. Una sensazione molto bella e rafforzata dal fatto che tra i 170 runner c'erano tanti amici e tra questi tanti compagni di squadra. Scambiare con loro un commento, un saluto, un sorriso ad ogni passaggio al ristoro ha reso ancora più piacevole questa lunga giornata di sport. 


mercoledì 18 novembre 2015

una festa...nonostante tutto

Tutto era iniziato nel migliore dei modi, con la tradizionale preparazione del percorso insieme all'amico Carmine, il vero deus ex machina della Maratonina di S.Alberto Magno, giunta alla 31a edizione. 

Le previsioni della vigilia sono incoraggianti, le preiscrizioni continuano a crescere e il telefono di Carmine continua a "bippare". Ad ogni bip corrisponde un nuovo SMS, che si traduce in una nuova adesione. La parte del leone tocca sempre alla Podistica Solidarietà, e anche su questo fronte si prevede una partecipazione da record, con oltre 75 podisti solidali che hanno deciso di colorare di arancione il parco delle Sabine. Del resto quando c'è una finalità solidale, la Podistica Solidarietà c'è sempre.
Tra me e Carmine si sviluppano le solite discussioni sui cartelli da affiggere, sulla posizione delle frecce, delle fettucce e dei "sottovasi", discussioni che si ripetono ogni anno e che ormai fanno parte della tradizione. Del resto un po' di scaramanzia non guasta e tutto assume il senso di un rito portafortuna. 
Tutto sembra procedere per il meglio, almeno fino a venerdì sera. Sto per andare a letto, un po' prima del solito, perché il sabato ci sarà da "correre", dalle prime ore del mattino. Come ogni sera, prima di coricarmi, do una sbirciata alle ultime notizie e lì succede l'inimmaginabile. La televisione trasmette immagini di morte, terribili. Le notizie si accavallano una dopo l'altra e mi lasciano interdetto: 20 morti, 30, 40, e così via in un escalation senza fine. Non riesco a spegnere, rimango incollato alla TV fino alle 4 del mattino. 

Vado a dormire pensando a quella immane tragedia, e quel senso di attesa che mi pervade ogni volta prima di questa maratonina sembra ormai definitivamente compromesso. La mattina rifletto sul da farsi e sono sempre più costernato. Ma poi ho un moto di rabbia, penso che l'obiettivo dei terroristi è proprio quello di cambiarci, di trasformarci in quello che non siamo, di intristirci, di farci perdere la voglia di vivere e di godere delle cose semplici, di stare insieme, di distruggere la nostra socialità.

Vogliono farci essere "il contrario" di quello che siamo. Ecco, il contrario. Ho deciso, correrò con la canotta al contrario. No, non riusciranno a cambiarci. 

Arrivo al luogo del ritrovo e mi lascio coinvolgere dal fervore dei volontari che curano ogni aspetto dell'organizzazione. La maggior parte di loro sono giovanissimi e riescono a trasmettermi tutto il loro entusiasmo e la loro voglia di vivere. Sono nuovamente pronto.
  
Dopo un fugace pranzo torno sul luogo del misfatto, attraversando a piedi il parco, per vedere che tutto sia a posto, che le fettucce e i cartelli siano ancora là dove devono essere. Arrivo sul luogo del ritrovo che sono appena le 14.00, ma l'invasione orange è già cominciata. Intorno a Raffaele, che si è fatto carico della distribuzione dei pettorali anche se non può correre, c'è già il pienone.  



Da quel momento in poi è un susseguirsi di emozioni che rimarranno a lungo dentro di me. Negli occhi di tutti leggo lo sbigottimento e la preoccupazione per gli eventi accaduti il giorno prima, ma anche la voglia di non rassegnarsi alla paura. Questa corsa sarà una festa, una festa nonostante tutto. Il minuto di silenzio sembra infinito, ma la voglia di correre, di assaporare quel senso di libertà che solo la corsa può regalare, supera tutto: una sorta di rivincita della vita sulla morte.


martedì 1 settembre 2015

Alzati e Corri - Una mano tesa...

Alzati e Corri
dal divano alla Maratona in 365 giorni
Capitolo Una mano tesa

Un altro capitolo di "Alzati e Corri, dal divano alla Maratona in 365 giorni".
 
Questa volta il capitolo è dedicato allo straordinario incontro con Fabio Tucci, e al suo grande gesto di solidarietà, a quella mano tesa che mi ha "tirato fuori" da una situazione di difficoltà, ricordandomi l'importanza di "stringere i denti" e di ragionare con un atteggiamento positivo, anche in quei momenti in cui verrebbe voglia di mollare e di fermarsi.
[...]

Prendo la sua mano e insieme arriviamo al traguardo, immortalati da una fotografia che ricorda la più famosa fotografia della “borraccia” scambiata tra Coppi e Bartoli. In quel caso nessuno è riuscito ad affermare con ragionevole certezza chi avesse offerto la borraccia all’altro, mentre nel nostro caso non ci sono dubbi, è stato quel compagno di squadra, al secolo Fabio Tucci, a tendere la mano a me e a “trascinarmi” al traguardo. Un gesto importante ma non così inusuale nel mondo della corsa.

Infatti la corsa è uno spaccato della società contemporanea, in cui puoi ritrovarci tutti i pregi e i difetti della mondo attuale. Ci sono senz’altro runner che si caratterizzano per individualismo e competitività estrema, ma ci sono anche tanti runner che non rinunciano a guardarsi indietro e se serve a fermarsi per aiutare un altro runner in difficoltà. E come accade nella vita di tutti i giorni, quando ti vieni a trovare in una situazione di difficoltà,  quando credi che tutto sia compromesso, puoi sempre trovare qualcuno disponibile a tenderti una mano e a tirarti fuori da quella situazione. Per questa ragione, nella corsa, come nella vita, è importante "non arrendersi mai".

[...]

Alzati e Corri è una storia tutta da scrivere.
E' la mia storia, la storia ordinaria di una persona che in uno dei periodi più difficili delle propria esistenza, ha deciso di darsi “una scossa” con l’obiettivo di recuperare un decoroso stato di benessere psico-fisico, uscendo da un tunnel che sembrava non dovesse avere fine.

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giovedì 27 agosto 2015

Alzati e Corri: La Paciotta

Un altro capitolo di "Alzati e Corri, dal divano alla Maratona in 365 giorni".
 
Questa volta il capitolo è dedicato alla straordinaria Daniela Paciotti, alias "La Paciotta", una persona molto importante rispetto al mio personale obiettivo di cimentarmi sulla regina delle distanze.

La Paciotta era un "pozzo" di energia vitale da cui si poteva attingere a piene mani quando ne avevi bisogno, in modo particolare, quando ti assalivano i dubbi, quando ti chiedevi se la tua decisione di lanciarti in un’avventura apparentemente più grande di te, fosse stata una decisione avventata. In quei momenti la Paciotta, con il suo esempio, rappresentava un’implicita forma di rassicurazione. Non c’era ostacolo che non si potesse affrontare, non c’era distanza che non si potesse superare, un passo dietro l’altro e soprattutto con il sorriso sulle labbra.

Fu molto rassicurante per me sapere che anche la paciotta aveva deciso di "gettare il cuore oltre l’ostacolo” e di iscriversi alla Maratona di Firenze, dove avrebbe realizzato il suo esordio sulla distanza di 42.195 metri.


venerdì 31 luglio 2015

Passione per la vita

 

Ci ho pensato un po' prima di scrivere qualcosa su Giorgia dopo la sua tragica scomparsa. Ho avuto bisogno di far decantare le mie emozioni e soprattutto il senso di rabbia e frustrazione che mi aveva assalito.
 
La storia di questa splendida ragazza mi ha colpito profondamente e soprattutto mi ha regalato un grande insegnamento che porterò dentro di me per sempre, un insegnamento che spero di trasmettere ai miei figli e a tante altre persone.


 
La tenacia con cui ha continuato a lottare contro quella malattia carogna che si era impadronita della sua vita è di per se una lezione per tutti noi. Ma la lezione più importante è in quelle frasi con cui Giorgia aveva introdotto il suo libro, "A Sinistra del Cuore", in cui aveva voluto raccontare la sua storia: "Sono Giorgia e ho 17 anni. Da oltre sette anni l'Ospedale Bambino Gesù di Roma è un po' la mia seconda casa. Dovendo trascorrere molto tempo fra quattro mura, ho imparato ad apprezzare quello che c'è fuori. E' per questo che non voglio raccontare solo la mia malattia, ma la passione che ho per la vita".
La passione che ho per la vita
 
Una frase sublime se pronunciata da una ragazza che ha dovuto convivere con la sofferenza, che ha dovuto rinunciare a tante di quelle cose che normalmente caratterizzano la vita di un'adolescente, ma che non ha mai smesso di amare la vita, di amare le persone che le stavano intorno, di emozionarsi. Una ragazza con un'anima immensa racchiusa in un corpo fragile.
 
Giorgia è stata il punto di riferimento della lotta che molti runner hanno dichiarato all'Ipertensione Polmonare, una lotta combattuta al fianco dell'Associazione Malati Ipertensione Polmonare, con il pieno coinvolgimento della Podistica Solidarietà e della Tibur Ecotrail. Il progetto "il mio respiro per chi è rimasto senza" è oggi il "luogo" dove si incontrano tante persone che amano la corsa e che vogliono dare il loro contributo a una battaglia senza tregua.

 
Giorgia era stata la vera "madrina" di questo progetto, immortalandolo con una serie di fotografie in grado di trasmettere tutta la sua voglia di vivere, come una qualsiasi ragazza. La sua passione per la fotografia era travolgente, in grado di andare oltre la grande sofferenza provocata dall'Ipertensione Polmonare. Aveva raggiunto la terrazza antistante l'ingresso del Bambin Gesù con grande fatica, ma appena presa in mano la macchina fotografica aveva messo completamente da parte la sua malattia ed era diventata padrona della scena. Ricordo ancora l'autorevolezza con cui ci aveva "messo in posa" e aveva trasformato i nostri sguardi spauriti.
 
Ci furono altre occasioni per incontrare Giorgia. Gli avevamo consegnato anche le medaglie conquistate alla Maratona di Roma, che avremmo desiderato si trasformassero in un vero e proprio amuleto che l'aiutasse a vincere la sua personale battaglia.
 
Lo scorso anno Giorgia ci aveva sorpreso un po' tutti quando era venuta a trovarci a Tagliacozzo, a presenziare alla bellissima manifestazione organizzata dal duo Serena Latini e Massimiliano Rossini e dedicata proprio alla battaglia contro l'Ipertensione Polmonare. Quel giorno sperammo tutti che Giorgia ce l'avesse finalmente fatta, che avesse "scollinato", e stesse affrontando la meritata discesa verso il suo personale traguardo, quello di una vita "normale".

Purtroppo ci eravamo illusi e questo ha reso ancora più difficile accettare la notizia della sua scomparsa. Ma Giorgia continuerà a vivere nei nostri cuori, nei nostri ricordi, nelle nostre corse, ma soprattutto nella volontà di continuare a dare il nostro contributo alla battaglia contro l'Ipertensione Polmonare. Con la speranza che in futuro nessuna altra ragazza debba vivere la stesse esperienza di Giorgia. 

In chiusura vorrei rivolgere un pensiero alla sua fantastica famiglia, in grado di riempire di amore la
sua breve ma intensa vita. Un pensiero anche per Vittorio Vivenzio e per tutta l'Associazione Malati Ipertensione Polmonare, un'associazione che non ha fatto mai mancare il suo pieno sostegno a Giorgia e alla sua famiglia.

Vivere la vita con passione, anche quando si attraversano momenti difficili. Questo è il più grande insegnamento che Giorgia ci ha voluto lasciare, un insegnamento che non dovremo mai dimenticare.  

mercoledì 6 maggio 2015

Alla scoperta dell'HMB negli sport di Endurance

HMB è un acronimo che identifica l'IdrossiMetilButirrato, un metabolita della Leucina,.
Ricordiamo che la Leucina è uno dei 9 aminoacidi essenziali (EAA) e precisamente uno dei 3 aminoacidi ramificati (BCAA).
  
All'IdrossiMetilButirrato vengono riconosciute alcune proprietà importanti per chi pratica sport in modo intenso e regolare, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento della composizione corporea e lo sviluppo muscolare:
  • proprietà anaboliche, che favoriscono la sintesi proteica e lo sviluppo della massa muscolare;
  • proprietà lipolitiche, che favoriscono il metabolismo dei grassi;
  • proprietà anticataboliche, che esercitano un'azione di contrasto nei confronti del catabolismo muscolare, riducendo il danno muscolare indotto dall'allenamento.
Queste proprietà lo hanno reso popolare negli sport di potenza e di definizione, come nel caso del body building, dove il miglioramento della composizione corporea, con l'aumento della massa magra e la diminuzione della massa grassa, rappresentano un obiettivo molto importante. E' infatti provato che l'associazione tra assunzione di HMB e un'attività fisica con sovraccarichi, favorisce l'aumento della massa magra.
Ma le proprietà dell'HMB sono interessanti anche per chi pratica sport di endurance, e quindi anche la corsa, specialmente per il runner che si cimenta sulle lunghe distanze.
  • le proprietà lipolitiche ottimizzano il metabolismo energetico, aiutando l'atleta a preservare le scorte di glicogeno;
  • le proprietà anticataboliche riducono il danno muscolare e accelerano il recupero.
Alla luce di queste proprietà il ruolo dell'HMB nella corsa sulle lunghe distanze sembra sottovalutato, anche se è vero che chi pratica sport di endurance è portato ad assumere aminoacidi ramificati e quindi anche la Leucina che è il precursore dell'IdrossiMetilButirrato.
Eppure un uso di integratori a base di HMB può diventare un'opzione interessante per il long distance runner, e può essere interessante anche l'associazione con Arginina e Ornitina, che aggiungono interessanti proprietà disintossicanti.

E' giusto anche menzionare che alcuni studi sembrano attribuire all'HMB un ruolo positivo rispetto al Colesterolo e all'Ipertensione.
  
L'HMB viene assunto normalmente con dosaggi dai 2 ai 3 grammi al giorno, che possono essere suddivisi in due assunzioni, a colazione e prima di andare a letto, oppure in tre assunzioni, aggiungendo il post-workout.
  

martedì 5 maggio 2015

I nemici del runner: lo stress ossidativo

Lo stress ossidativo è una condizione che si genera quando si rompe l'equilibrio tra la produzione di radicali liberi e il loro smaltimento. Lo stress ossidativo, accelerando il fisiologico processo di invecchiamento cellulare, può provocare l'insorgenza di numerose malattie. Questa condizione può essere favorita da una pratica sportiva intensa, a causa dell'aumento dei processi metabolici ossidativi. Per questa ragione il runner, nei periodi di preparazione o nelle prove di endurance, dovrebbe aumentare l'assunzione di antiossidanti, sostanze in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi.
 
I radicali liberi sono un prodotto di scarto dei processi ossidativi, che sono i processi con cui il nostro organismo produce energia. Per questa specifica ragione una pratica sportiva intensa, che aumenta notevolmente i processi di ossidativi e il consumo di ossigeno, può provocare la rottura dell'equilibrio tra la produzione di radicali liberi e il loro smaltimento. Lo stress ossidativo può essere anche influenzato da fattori traumatici o lesivi a carico dell'apparato muscolo scheletrico.
 
Lo stress ossidativo generato da una pratica sportiva intensa, può provocare danni muscolari, crampi, stanchezza, allungamento dei tempi di recupero. Nei casi più gravi questa condizione può comportare una diminuzione dell'efficacia del sistema immunitario, rendendo l'organismo più vulnerabile.
 
Una corretta strategia di contrasto alla produzione di radicali liberi è costituita da:

1) uno stile di vita sano ed equilibrato, evitando quindi di sollecitare tutti quei fattori che possono contribuire all'invecchiamento cellulare;
 
2) un regime alimentare equilibrato che faccia largo uso di cibi che hanno proprietà antiossidanti, come: Arance, Kiwi, Melograno, Frutti rossi, Avocado, Carote, Pomodori, Bacche di Goji, Cacao, Té Verde;
 
3) il ricorso a integratori a base di sostanze antiossidanti.
 

domenica 3 maggio 2015

Ultratrail del Mandriano: una giornata infinita

Tibur Ecotrail: foto di Gianfranco Bartolini
E' stata una giornata infinita, una giornata iniziata ancora prima dell'alba e finita alla fioca luce del tramonto. Una giornata vissuta in diversi ruoli, da quello di staff, a quello di "sponsor", passando per il ruolo più bello, quello di "sportivo", ma soprattutto di "trailer", anche se impegnato nel ruolo di "scopa", che in gergo si intende colui che chiude la gara assicurandosi che nessuno resti indietro.
 
Una giornata a supporto di due personaggi eccezionali, come Massimiliano Rossini e Serena Latini, che con la loro passione riescono a smuovere le montagne, e della grande famiglia della Tibur Ecotrail che ha garantito il successo di questa bellissima manifestazione.
 
Una giornata contornata da tanti amici, con i quali ho condiviso momenti molto piacevoli e anche intensi sul piano umano, perché qualsiasi cosa vissuta con passione è di per sé meravigliosa.
 
Stamattina, ancora un po' frastornato, cerco di recuperare e riordinare le tante immagini che affollano la mia mente, ma l'impresa si rileva impossibile. Allora mi accontento di fissare nella memoria alcuni momenti che hanno caratterizzato questa bellissima giornata di sport, natura, amicizia e solidarietà.
 
Ci sono le immagini di quei "pazzi" che alle 6.30 del mattino hanno dato il via alla loro avventura lunga 66 km. Nei loro sguardi determinati si può ritrovare l'essenza di uno sport vero, lontano dai riflettori, basato sulla voglia di sfidare i propri limiti, ma anche sulla voglia di godere di ogni momento, ogni attimo che un'avventura di questo genere propone. Persone che sanno trasformare la fatica e la sofferenza in emozioni positive, persone che non dimenticano di osservare le meraviglie che la natura offre ai loro occhi, persone in grado di fermarsi ad aspettare un compagno in difficoltà, persone che sanno anche ritirarsi quando serve, persone che sanno arrivare al traguardo condividendo questa gioia con un altro compagno di avventura.
 
foto di Gianfranco Bartolini
Ci sono poi le immagini della mia personale corsa sulla distanza di 21 km, con il senso di un Marco Merli, un irriducibile delle corse su strada, alla scoperta del Trail Running e del suo fascino. Penso che l'obiettivo sia stato centrato, perché l'ho visto veramente sereno e soddisfatto e quindi in sintonia con lo spirito di chi corre nei boschi. Di questa mia quarta Tibur Ecotrail ricordo anche con piacere quel passaggio nel sottobosco a pulire il percorso dalle balise, un modo per entrare ancora di più in sintonia con questo mondo, per sentirsi parte di qualcosa di importante.
servizio reso all'organizzazione della corsa, garantendo che nessuno resti indietro, perché in queste corse la sicurezza resta un obiettivo primario. E poi stavolta avevo l'importante missione e la grande responsabilità di portare un amico,
 
Poi c'è la solidarietà, rappresentata da questa massiccia presenza di quella che ormai definisco la "mia" associazione, l'Associazione Malati Ipertensione Polmonare, che ha colorato con il suo entusiasmo questa bellissima giornata. Le presenza di tanti giovani pallavolisti, guidati da Lello Raffaele Della Volpe, ha riempito di sport e solidarietà lo stupendo scenario dell'Anfiteatro Bleso, sede della manifestazione. E poi che dire di tutte quelle maglie con scritto sopra "il mio respiro per chi è rimasto senza"? Un grande onore per me, che rafforza ancora di più il legame con questa battaglia.
 
E poi c'è tutto il bello del prima e del dopo, gli incontri, le chiacchierate, il ristoro, il pasta party, Marco, Valeria, Paolo, Daniela, Fabio, Simone, Tommy, Micaela, Stefania, Joan, Maurizio, Cristiano, solo per citare alcuni nomi. C'è tutto quello che per qualcuno può apparire solo un elemento di "contorno" di una manifestazione sportiva, e che invece per me è la sostanza stessa dello sport amatoriale.
 
 
Ci sono poi d fare alcune citazioni d'obbligo, come quella nei confronti dei tanti volontari che hanno reso possibile tutto questo, perché senza di loro, senza le persone che sacrificano le loro giornate al servizio degli altri, lo sport amatoriale non esisterebbe o sarebbe comunque un fenomeno molto limitato. Per questo ogni volontario merita una citazione, ma soprattutto un grande sorriso. Pensateci ogni volta che vedete un volontario indicarvi la strada oppure offrirvi un piatto di pasta.
 
Citazione d'obbligo anche per due sponsor a cui solo legato e che hanno contribuito concretamente al successo della manifestazione:
 
    
 
 
Lo sport amatoriale ha bisogno anche di aziende serie che vogliono legare la loro immagine a un mondo pulito e gioioso. E quindi un mio personale ringraziamento anche a Patrick di Didisport e alla Noene, che hanno fornito il loro importante contributo.

martedì 28 aprile 2015

Finalmente il Mandriano - Tivoli 2 maggio 2015

Sabato 2 maggio parte la nuova avventura mandriana, targata Massimiliano Rossini e Serena Latini.
 
Sto parlando della prima edizione dell'Ultra Trail del Mandriano con il suo percorso di 66 km che si snoda tra i monti tiburtini e quelli prenestini, con scenari affascinanti e in grado di ricreare quel rapporto tra uomo e natura che troppo spesso ci viene sottratto.
 
Si parte da Tivoli, precisamente dall'Anfiteatro di Bleso in Piazza Garibaldi alle ore 6.30 (raduno alle 5.45), per affrontare questa prova che avrà un dislivello positivo di 3120 metri (D+ 3120).
 
Una gara per gente tosta, tosti come i Mandriani, e siamo certi che il colore giallo della Mandria del Trail si fonderà con il verde dei boschi per dare luogo a uno scenario incantevole.
 
Ma la giornata sarà caratterizzata da altri eventi podistici, come la 6a edizione del Tibur Eco Trail, sulla distanza di 21 km, che prenderà il via alle ore 9.30 sempre d Piazza Garibaldi, per poi snodarsi sul percorso classico di questa prova che è comunque particolarmente impegnativa. Un percorso affascinante, che prima di inoltrarsi nella riserva naturale del Monte Catillo, attraversa le più belle ville Tiburtine, come Villa Gregoriana, posta sotto la tutela del FAI, e Villa D'Este, considerata patrimonio protetto da parte dell'Unesco.
 
E poi, per quelli che non vogliono faticare troppo, ma che vogliono comunque divertirsi all'insegna dello sport, della natura e della cultura, Il FAI Trail, di soli 5 km, una prova aperta a tutti che propone i passaggi nelle ville e poi una rapida immersione nella riserva del Monte Catillo. Anche in questo caso la partenza è fissata per le ore 9.30.

Come sempre queste gare avranno uno sfondo benefico e aderiranno alla campagna "il mio respiro per chi è rimasto senza", che lega il mondo delle corse alla lotta contro l'Ipertensione Polmonare, in collaborazione con l'Associazione Malati Ipertensione Polmonare. 
 
Allora forza che aspettate. Avete ancora qualche ora di tempo per iscrivervi all'Ultra Trail del Mandriano, mentre per le altre prove potrete iscrivervi anche il giorno della gara.
 
 
 

lunedì 27 aprile 2015

I nemici del runner: il catabolismo muscolare

Condividiamo con La Strada del Benessere questo articolo relativo a quello che è uno dei principali nemici del runner, ma dello sportivo in generale, ossia il catabolismo muscolare.
 
Il catabolismo muscolare è un processo secondario di produzione energetica che il nostro metabolismo usa per compensare la diminuzione delle scorte di glicogeno e quindi per prevenire crisi di carattere energetico.
 
Quando le nostre scorte di glicogeno vengono intaccate oltre il 25% del totale, il metabolismo attiva l’ossidazione diretta degli aminoacidi ramificati e la neoglucogenesi, processi che consentono di produrre glucosio a partire dalle proteine: “bruciamo muscoli” per sostenere la produzione di energia.
 
Nei “non sportivi” si tratta di un fenomeno raro, che si attiva solo in presenza di stati di “cattiva nutrizione”. Negli sportivi invece si tratta di un fenomeno più frequente e si attiva in caso di sforzo intenso e prolungato non adeguatamente sostenuto da un rifornimento di sostanze glucidiche e quindi da carboidrati.
 
Conseguenze:
 
Il catabolismo muscolare comporta quindi una distruzione della massa muscolare con conseguente allungamento dei tempi di recupero e rischio di entrare in un ciclo di sovrallenamento. La condizione di sovrallenamento provoca un peggioramento della condizione fisica e una maggiore esposizione ad infortuni di carattere muscolare.
 
Per contrastare questo fenomeno non si può che raccomandare allo sportivo un regime nutrizionale corretto che consenta di soddisfare l’aumentato fabbisogno energetico e proteico dello sportivo. Se si hanno problemi di peso è importante evitare di ricorrere a “diete improvvisate e fai da te” ed è quindi opportuno farsi seguire da un nutrizionista, che sia in grado di comprendere le esigenze di uno sportivo.

Strategie di contrasto:

In ogni caso,  prima, durante e dopo uno sforzo intenso e prolungato è importante “nutrire” il nostro organismo fornendo sostanze di carattere energetico, evitando in questo modo che la deplezione delle scorte di glicogeno superi il 25% delle scorte totali.
 
Questo significa che la prestazione va sostenuta, specie quando questa è intensa e prolungata, con integratori sportivi di tipo energetico, che aiutano a preservare le scorte di glicogeno. Uno dei momenti più importanti per contrastare il catabolismo muscolare è il momento in cui la prestazione sportiva termina. Quando il nostro organismo percepisce la fine della sforzo fisico attiva tutti i processi metabolici ricostruttivi, processi che hanno bisogno di un significativo supporto energetico.

Per saperne di più sulle strategie di contrasto è possibile accedere all'articolo completo cliccando qui

venerdì 24 aprile 2015

Fa più miracoli Gemiflorbi o la Paciotta?

Alcuni mesi ebbi un incontro fortuito con Gemiflorbi, un gel completamente naturale con proprietà antinfiammatorie. Ero reduce da una caduta e mi sentivo tutto acciaccato. Zoppicavo vistosamente e questo a meno di 24 ore da una gara a cui volevo partecipare. Vidi quel banchetto pieno di tubetti che sembrava essere stato messo lì apposta per me. Il venditore aveva notato quel mio andamento claudicante e mi aveva accolto con un ampio sorriso, pregustando già la vendita.
 
Provai il gel sul ginocchio dolorante e sul polpaccio contratto e l'effetto fu straordinario. La mattina il dolore era scomparso e potei affrontare la mia gara al meglio. Da quel giorno mi misi alla sua ricerca, fino a che non riuscì a conquistarla. Oggi sono sempre di più i miei amici, podisti e no, che usano la Gemiflorbi e mi fa sempre molto piacere ricevere i loro feedback.
 
L'ultimo della serie è stato quello dell'inesauribile Paciotta, al secolo Daniela Paciotti, che applica regolarmente questo gel prima e dopo le sue imprese. Dopo la Mezza di Genova, Daniela mi ha inviato un messaggio molto diretto, come nel suo stile: "Maurizio, questo gel all'Arnica e all'Artiglio del Diavolo è incredibile, io la metto prima e dopo la corsa e mi sento molto bene. La metto anche quando cado, come mi è capitato domenica, e come per magia si attenuano tutti i miei dolori. Ho notato che è efficace anche con la ritenzione idrica, infatti dopo l'applicazione le mie gambe si sgonfiano più velocemente".

Questo messaggio non può che farmi enorme piacere, ma siccome stiamo parlando della Paciotta, mi chiedo chi faccia più miracoli, Gemiflorbi o la Paciotta?

La domanda è lecita, perché Daniela è una veramente tosta, una che non si arrende mai. Una campionessa di forza e determinazione, una sportiva doc. Corre, cammina, rema, acqua, strada, boschi e montagne, insomma la Paciotta è sempre pronta a stupire tutti con la sua grande energia.

E come ho sempre sostenuto, la Paciotta è come la Panda, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

Se volete saperne di più su Daniela Paciotti non vi resta che "imbarcarvi" in qualche impresa, mentre se ne volete sapere di più sulla Gemiflorbi,  potete accedere al link de La Strada del Benessere. 
 

mercoledì 22 aprile 2015

L'importanza del recupero post-workout

Il recupero post-workout è una delle fasi più importanti della pratica sportiva e va sostenuta con una corretta strategia di integrazione sportiva e con l'assunzione di integratori sportivi per il recupero, cioè formulati con questo scopo specifico.

Ogni sportivo che voglia ottenere un risultato, o comunque un miglioramento nella sua disciplina, tende a focalizzare la sua attenzione esclusivamente sull’allenamento e in modo particolare sui carichi di lavoro. Si genera spesso l’erronea convinzione che per ottenere miglioramenti ci sia un’unica strada, quella di aumentare i carichi di lavoro.

In molti casi viene sottovalutato un elemento che è assolutamente paritetico al lavoro: il recupero. Una fase di lavoro eseguita in modo impeccabile rischia di diventare inutile senza una fase di recupero adeguata al carico di lavoro sostenuto. La qualità della fase di recupero è tanto importante quanto la qualità della fase di lavoro.

E il successo di una fase di recupero dipende in prima battuta dal riposo, che può essere attivo o passivo, ma è condizionata anche da due fattori altrettanto importanti: l’alimentazione e l’integrazione.

Ignorare questi aspetti può significare da un lato vanificare lo sforzo fatto con l’allenamento, e da un altro alterare lo stato di equilibrio metabolico del nostro organismo, l’omeostasi, esponendosi a maggiori rischi di incorrere in infortuni o di contrarre malattie.

Ci sembra giusto sottolineare che questo tipo di considerazioni hanno valore non per una pratica sportiva di bassa intensità, ma per una pratica sportiva intensa, anche se il concetto di intensità è non può essere definito in modo assoluto, ma è sempre relativo e deve tenere conto dell’età e del livello dell’atleta preso in esame.
  
L’allenamento dovrebbe quindi essere sempre considerato nella sua ciclicità, che tiene conto della fase di lavoro, della fase di recupero e della fase di supercompensazione, cioè la fase in cui si ottiene il “miglioramento”. La filosofia dell’allenamento è infatti quella di sconvolgere il nostro equilibrio metabolico, sottoponendo il nostro organismo ad un “attacco” imprevisto e inducendolo a una reazione di adattamento e crescita con cui si predispone a contrastare il prossimo attacco.

sabato 18 aprile 2015

Race for Children...ci sono persone straordinarie

Nella vita si incontrano tante persone straordinarie, che poi sono quelle persone che sono in grado di realizzare cose straordinarie. Devo dire che la Corsa mi ha permesso di conoscerne alcune che meritano veramente questa particolare qualifica.
 
Il primo che ho incontrato è stato un certo Pino Coccia, il Presidente della Podistica Solidarietà, il quale mi ha dimostrato come si possa unire una passione, quella della corsa, a una grande missione, quella della solidarietà.
 
Successivamente ho incontrato un certo Vittorio Vivenzio, che ha trasformato un suo dramma personale, come può esserlo la perdita di due figli, in una grande battaglia a sostegno dei malati di Ipertensione Polmonare.

E poi ho conosciuto Paolo Germano, colui che appunto si occupa di organizzare la Race for Children. Anche lui ha trasformato una drammatica vicenda personale, la perdita della moglie, in una grande occasione per fare del bene, realizzando in forma postuma il grande desiderio di Roberta di fare qualcosa di importante per i bambini.

L'associazione onlus Roberta for Children è finalizzata a realizzare progetti concreti a favore dei bambini. Ora il suo progetto più importante è quello di realizzare una casa per i bimbi, una struttura in grado di ospitare bambini da 0 a 3 anni, abbandonati dalla nascita perché malati. E la Race for Children è un importante fonte di finanziamento di questo progetto, perché tutte le quote di partecipazione vengono interamente devolute a sostenere questa bellissima impresa, che nei prossimi mesi dovrebbe entrare nella fase esecutiva.

Credo che basterebbe questo a motivare tutti i podisti romani a partecipare, ma c'è dell'altro. C'è una bellissima gara "cross" di 12 km che si svolge in gran parte nel suggestivo percorso ricavato all'interno della Riserva naturale della Valle dell'Aniene.

Si corre il 10 maggio, con partenza alle ore 9.30 dalla storica Piazza Sempione, nel cuore del quartiere Montesacro. Il ritrovo è fissato per le ore 8.00 nella Pineta di Montesacro, adiacente a Ponte Nomentano, in Via Nomentana Vecchia, dove verrà attrezzato un piccolo villaggio.

La quota di iscrizione è di 10€ e prevede anche un pacco gara con una t-shirt tecnica, realizzato con la collaborazione di Italsport, il negozio dedicato al running in Via di Priscilla, 73.

Per chi non vuole o non può correre, c'è anche la passeggiata di 2 km aperta a tutti.

Per maggiori informazioni è sufficiente visitare il sito dell'associazione Roberta for Children.

E a sostenere questa iniziativa ci saranno alcune realtà a me molto care:
Che dire di più? Iscriviamoci!!!


 

domenica 12 aprile 2015

Vivicittà Rebibbia: la corsa come "educazione" alla vita

Ancora una volta la corsa torna dentro il complesso penitenziario di Rebibbia e ancora una volta, per alcune ore, sono "crollate" quelle barriere sociali che dividono il mondo "di fuori" dal mondo "di dentro", simbolicamente rappresentate da quelle alte mura che circondano il carcere, e che sono state lo scenario dominante di questo percorso.
 
I detenuti e gli atleti si sono incontrati ancora una volta parlando quel linguaggio universale che è rappresentato dallo sport e in modo particolare dalla corsa. In questo senso mi è rimasta impressa nella mente la frase di Fabio, il quale mi ha detto: "fra una settimana esco, ma oggi non potevo proprio mancare".
 
Si parla, si corre, si suda, e si soffre tutti insieme, e soprattutto ci si sostiene uno con l'altro senza preoccuparsi troppo di chi sia l'altro. E i grandi sorrisi che fanno da contorno a questo evento sono la dimostrazione che la corsa rende tutto possibile, e se ce ne fosse bisogno rafforza ancora una volta il binomio corsa-solidarietà.
 
Oggi, nei momenti di maggiore sofferenza, quando sentivo le mie risorse venire meno, osservavo questi ragazzi che si ostinavano a mantenere il loro ritmo nonostante una condizione spesso precaria. Li vedevo lottare contro la voglia di mollare che sicuramente in quegli attimi dominava le loro menti. Ho visto ragazzi iscritti alla 4 km continuare a spingere le loro gambe, un giro dopo l'altro, fino a completare la distanza dei 12.
 
In quegli attimi ho realizzato in pieno il ruolo educativo della corsa. Una sorta di educazione alla vita. Già perché la vita ci propone grandi difficoltà e non sempre sentiamo di avere le energie per affrontarle e superarle, mantenendoci coerenti con i nostri valori. La voglia di dire "basta" oppure di "tagliare il percorso" e imboccare una pericolosa scorciatoia, sono tentazioni continue. Ed è in quei momenti che bisogna trovare la voglia di reagire e di fare ricorso a tutte le nostre energie, scoprendo spesso capacità insospettate.
 
E' il momento di fare ricorso alla RESILIENZA, quella qualità che ci consente di reagire positivamente a ogni situazione difficile. Questo è il migliore insegnamento che ci può arrivare dalla corsa e che può aiutare quelle persone che oggi si trovano nella condizione di detenuti a ricostruire la loro vita e puntare a un riscatto sociale.
 
E la presenza di Alex Schwazer in questo contesto è stata simbolicamente molto efficace. E' stato commovente vedere i detenuti fare la fila per incoraggiare il ragazzo a reagire, a ricostruire la sua vita, a tornare ad essere un campione sportivo, e magari un simbolo dello "sport pulito". E l'espressione più usata per esternare questo incoraggiamento era proprio "non mollare", un'espressione che racchiude in sé questo insegnamento.
 
Ancora una volta la manifestazione organizzata dalla UISP è stata per me un motivo di grande crescita, non certo dal punto di vista agonistico, ma dal punto di vista umano. E ancora una volta sono stato molto contento di aver condiviso questo insegnamento con tanti compagni di squadra, quella squadra che ha fatto del rapporto tra podismo e solidarietà la sua stessa ragione di esistenza. Chiudo con un pensiero grato per Giovanni Marano, che tutti gli anni si danna l'anima per rendere possibile questo meraviglioso evento. 

lunedì 23 marzo 2015

Maratona di Roma: la peggiore, la più bella...

E' stata una Maratona disastrosa, o forse la potrei definire disastrata.
 
Il mio fisico si è ribellato sin dall'inizio a questa prova, alla mia decisione di correrla senza un'adeguata preparazione, senza i km sufficienti. La testa e le gambe hanno manifestato la loro disapprovazione per tutti i 42 km del percorso riempendo la mia Maratona di continue trappole. Ho perso il conto dei podisti che mi hanno superato, e considerando che ero partito dalle retrovie questa cosa assume un significato tremebondo. Per rintracciare il mio nome nella classifica generale ho dovuto ricorrere a un'agenzia di investigazione privata e anche loro hanno dovuto faticare molto.
 
Insomma un disastro e pure annunciato, perché la mia tabella di allenamento nelle ultime settimane sarebbe risultata insufficiente anche per una gara sulla distanza dei 5000 metri.
 
A partire dal 20' km sono stato colto da una costante voglia di ritirarmi e mettere fine alla mia sofferenza ma ogni volta che ero sul punto di arrendermi ho pensato alla mia causa, quella della lotta all'Ipertensione Polmonare, una malattia che toglie il respiro a chi ne è affetto. Sono 3 anni che affronto la Maratona di Roma con questa grande motivazione, quella di donare il mio respiro a chi è rimasto senza.
 
Ogni volta che sono stato sul punto di arrendermi ho pensato a Giorgia e alla sua famiglia, che non si arrendono mai, ho pensato a quel signore che non se la sentiva neanche di fare il test dei 6 minuti, ma che era lì, al Villaggio Maratona a testimoniare la sua vicinanza alla causa, ho pensato a coloro che continuano a "lottare" ogni giorno contro questa malattia che "ruba" il respiro, ho pensato a Vittorio (il Presidente dell'AMIP), a quella determinazione con cui si batte ogni giorno per dare una speranza a tante persone.
 
E allora mi sono chiesto, ma cosa sono 42 km di fronte a tutto questo? E allora ho continuato a trascinare quella scritta INSIEME SI PUO' per le vie di Roma, senza fermarmi, perché volevo essere parte di quell'INSIEME che cerca di sconfiggere una malattia rara, di quelle malattie di cui non si parla perché non fanno "share".
Certo, la mia è solo una piccola goccia nel mare...ma in fondo il mare è fatto di tante piccole gocce.
 
Questo pensiero ha trasformato la mia peggiore Maratona nella Maratona più bella, perché ancora una volta mi ha fatto sentire importante nonostante il tempo biblico che ho impiegato a finirla. E penso che in fondo con la mia velocità di crociera è stato più facile per tutti leggere quello che c'era scritto sulla mia maglia. INSIEME SI PUO'.
  
E poi ho avuto due compagni fantastici che hanno condiviso con me questa  avventura, che l'hanno resa divertente pur nella sofferenza. Francesco Crudo e Marco Merli, quest'ultimo entrato ufficialmente nel club dei Maratoneti. La commozione di Marco al suo arrivo ha rappresentato una grande gratificazione per me, anche se non so bene se sono stato io a trascinare Marco oppure Marco a trascinare me. Sicuramente Francesco, che aveva la condizione per fare una grande prestazione, è stato decisivo per entrambi.
 
Alla fine di questo breve racconto vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla mia raccolta fondi a favore dell'AMIP, a Gianluca Iacoangeli, che ha corso anche lui con un pettorale dell'associazione (con una prova certamente più dignitosa della mia), alla Podistica Solidarietà che ha contribuito con una donazione importante. Ringrazio anche gli amici della Tibur Ecotrail, sempre vicina alle mie battaglie.
 
E comunque per chi non avesse avuto modo di leggere la mia maglietta e avesse voglia di saperne più sull'Ipertensione Polmonare può visitare il sito www.assoamip.net